Responsible Innovation 14 Gennaio 2021

10 05 INTERVIEW

Raccontaci il tuo percorso e come è nata la tua realtà?

"Spesso evito di parlare di me, come se la mia figura non esistesse. Amo parlare così tanto del mio brand che tutto sommato quando lo faccio è come se parlassi di me stesso. Perché davvero ci metto anima, cuore, mani e passione. Curo dal processo creativo alla confezione, dallo shooting alle pubblicazioni e non mi stanco mai. Lo faccio come un bimbo che è sempre alla scoperta di nuove cose. Ho avuto sempre una propensione verso il disegno, il design e in generale il mondo delle arti. Ricordo che già alle scuole medie alcune mie amiche mi chiedevano di disegnare per loro alcuni capi che avrebbero poi realizzato alle scuole superiori. Io invece scelsi un percorso totalmente diverso, un’istituto tecnico agrario, per capire solo dopo anni che il mio mondo era quello delle arti. Così, quasi per caso, decisi di fare i test all'Accademia di belle Arti di Napoli dove in seguito ho trovato la strada verso la moda. Dal 2019 ho deciso di curare ogni aspetto del brand MODUS VIVENDI, ad oggi DIECIZEROCINQUE."

 Come si porta avanti la tradizione restando al passo coi tempi?

"Un “modo di vivere” è questo il concetto alla base della mia idea di moda. Appunto MODUS VIVENDI, che semplificato e puntato diventa MV, che in numeri romani corrisponde all’anno 1005, dal quale appunto DIECIZEROCINQUE." 

Quali i tuoi pezzi iconici che caratterizzano il tuo marchio e come sono nati?

"La bellezza è nel nostro #MV, come un accordo provvisorio tra due parti: essenza e apparenza, basato su una tacita comprensione tra di loro, al fine di mantenere relazioni quotidiane. Nel nostro #MV la bellezza non ha limiti dettati dall'estetica standardizzata. La bellezza non ha età, confini, luoghi comuni. La bellezza è l'essenza della vita. Vogliamo che tutti si sentano belli, senza pregiudizi o giudizio degli altri, la bellezza si trova nei modi di fare e di essere. La bellezza è invisibile agli occhi. Tre parole chiavi sono alla base di DIECIZEROCINQUE: sostenibilità, avanguardia e inclusività. In poche parole, come brand, 10 05 si occupa di una moda sostenibile; i capi che produciamo, rigorosamente a mano e in Italia, sono capi fatti con tessuti riciclati, patchwork di capi in disuso, tessuti vintage manipolati, scarti plastici o tessili. Senza nessuno spreco e quindi 0 pollution perché ogni forma di scarto dai tagli viene utilizzato come imbottitura in giacche o bomber. Ogni capo è unico e certificato sia nel design che nella sua appunto unicità, quindi in ogni capo è quasi un must have della collezione. Mantenendo così una forte tradizione artigianale ma con lo sguardo sempre puntato al futuro. Non è semplicissimo mettere su un brand ecosostenibile, ci sono tantissime cose da tenere in considerazione. Dalla produzione, al lavaggio, alla manutenzione. Passando per i canali di distribuzione, social, pubbliche relazioni. Tutto ha un impatto sull'ambiente, anche alcune cose che diamo per scontato. Però allo stesso tempo più la sfida è complicata più il risultato sarà desiderato e dovrebbe essere quello il punto chiave di ogni lavoro o progetto." 

Quali le tecniche artigianali che sono parte del tuo heritage e utilizzi ancora oggi?

"Oltre al discorso green e della sostenibilità, ci preme molto quello dell’inclusività. Siamo appunto dell’idea che il bello sia in ogni dove e che non esistono canoni di bellezza standard. La moda, in se per sé, è un’espressione d’arte e da sempre l’arte è specchio della società in cui viene pensata e materializzata. Ad oggi crediamo che la moda, nel suo mondo utopico, non accolga tutti a pari rango quindi combatteremo per un’ideale di bellezza prima che per la moda."

 I progetti per il futuro e che strategie stai sviluppando per superare questo momento

 "Per i progetti futuri avremo sempre lo stesso occhio puntato sulle tre fondamenta del nostro lavoro con il solito motto “l’uomo saggio aspetta il momento giusto, il pazzo lo anticipa”. 

 

 

 

 

 

 

 

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