Responsible Innovation 14 Gennaio 2021

CYCLED INTERVIEW

Quando è nato Cycled e qual è la sua filosofia?

"Cycled nasce dalla forte passione per la bicicletta e la filosofia che la circonda, fatta di forza di volontà e di quel senso di libertà che solo questo sport può darti. È iniziato tutto in forma estremamente sperimentale, nel 2009, da una cintura rotta a cui Luca era particolarmente legato perché era un ricordo di un viaggio negli Stati Uniti. Il concetto di recupero sta alla base della nostra filosofia personale, quindi un giorno vedendo il copertoncino della bicicletta non più e non solo come tale bensì come un materiale da unire a una fibbia tenuta da parte in precedenza, ha dato vita a Cycled. Nel 2013 c’è stata la vera presa di coscienza del potenziale dell’idea, abbiamo lasciato il nostro lavoro rispettivamente in Inghilterra e Francia per dedicarci totalmente allo sviluppo del progetto, ponendo come punti fermi l’artigianato, la manifattura Made in Italy e l’economia circolare. Da allora non ci siamo più’ fermati."

Il vostro progetto è nato all'estero ma ormai da anni avete deciso di farlo crescere in Italia, come mai? Che rapporto avete con il vostro territorio?

"L'idea è nata all’estero ma la nostra casa resta l’Italia e questo concetto ci ha portato a sviluppare Cycled nel nostro Paese, senza mai mettere in discussione questa scelta. Perché? Possiamo affermare serenamente che Cycled sia il frutto del nostro bagaglio di esperienze: veniamo da una zona dell’Italia in cui ciclisti, telaisti, amatori, campioni del passato e del presente sono attivi e molteplici e questo rende agevole il recupero della nostra “materia prima”. Siamo legati a doppio filo con il territorio: riceviamo un materiale vissuto dai ciclisti e reso unico dalla strada, questa passione sprona anche noi. Sicuramente siamo stati agevolati dal fatto di poter contare sulla proprietà di famiglia, uno stabile che abbiamo ristrutturato e reso adatto alle nostre esigenze. Pensiamo inoltre che sia importante fare esperienza all’estero per poi tornare a casa con un bagaglio di esperienza e di consapevolezza."

I vostri accessori prendono vita grazie all'upcycling. Che materiali usate e dove li reperite? 

"L’upcycling è stata la nostra bandiera anche in tempi non sospetti, non potremmo farne a meno. È una pratica molto vicina al concetto di riciclo, ma molto più virtuosa e lungimirante per il futuro di questo pianeta e dei suoi abitanti. Per le nostre creazioni usiamo il top di gamma di ciò che gira su ruote di bicicletta: quelle da corsa. Il motivo è che un prodotto fatto in economia circolare deve, in primis, essere funzionale. Se pensiamo di riutilizzare un oggetto per crearne un altro dal diverso uso rispetto a quello di partenza e produrlo fragile o dal breve tempo di utilizzo abbiamo sbagliato tutto…  il design e la cura del dettaglio arrivano dopo con l’esperienza, il tempo, gli errori e la dedizione."

Dove e come vengono realizzati i vostri prodotti?

"Il dove è lo stesso da quando siamo ritornati: un laboratorio creato modificando casa nostra vicino Venezia: lavorare nei nostri spazi ci ha dato la possibilità di essere mutevoli nella logistica e assecondare la nostra crescita fin da subito. Abbiamo costruito vari reparti di stoccaggio, di semilavorazione, di confezionamento e ultimo ma non meno importante, la sezione di prototipia e creazione di contenuti per la comunicazione … tutto questo per spiegare che a parte materie prime come fibbie, aghi, fili, macchine da cucire e forbici, tutto il resto lo facciamo qui, con le nostre mani e quelle dei nostri fedeli colleghi che nel tempo, confermando passione e fiducia nel progetto, sono divenuti parte fondamentale dello staff."

Che progetto presentate in occasione del White WSM?

 "Presentiamo la collezione 2021 che include tutti i nostri sviluppi e la prima grande collaborazione con un brand iconico riconosciuto, per unire life-style e performance del mondo bici: Cinelli.  Anni di migliorie e studio dei materiali ci portano oggi a creare accessori che oltre a essere funzionali, dimostrano che un concetto astratto o poco conosciuto come quello del riuso, possa essere moderno e versatile e possa portare a creare prodotti che riempiono d’orgoglio chi li indossa (o li regala) apprezzandone artigianalità ed eco-sostenibilità."

 

 

 

 

 

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