Responsible Innovation 19 Giugno 2021

FLAVIALAROCCA SS22

 

Romana, fondatrice del marchio che porta il suo nome, vincitrice nel 2019 del Franca Sozzani GCFA Award per il miglior designer emergente ai Green Carpet Fashion Awards Italia, Flavia La Rocca propone una moda funzionale, etica e responsabile. La designer, membro del collettivo “Cittadellarte Fashion B.E.S.T.”, ha fatto della sostenibilità il fulcro del proprio progetto imprenditoriale e porta avanti la sua mission dal 2013. 

Il tuo cavallo di battaglia è un abbigliamento “modulare”. Cosa significa, qual è il DNA del tuo marchio?

Modulare significa che non disegno abiti standard, ma moduli che attraverso l'utilizzo di cerniere nascoste possono essere staccati e ricombinati per creare un guardaroba senza fine e sempre rinnovabile. Così propongo un nuovo atteggiamento nei confronti dell'abbigliamento, un modo di vestire smart, responsabile e contemporaneo, perché tutto è fatto nel massimo rispetto dell’ambiente e delle persone. La possibilità di indossare un capo in più modi crea un impatto ambientale minore in fase di produzione e il poterlo rinnovare invece di buttarlo via allunga il ciclo di vita del prodotto stesso.

Dove vengono realizzati i tuoi capi e con quali materiali?

Tutto viene rigorosamente prodotto in Italia, limitando i trasporti al minimo e di conseguenza controllando le emissioni di CO2. La manifattura è affidata ad una cooperativa sociale che si occupa di reinserimento di persone in difficoltà nel mondo del lavoro, un luogo di incontro dove la bellezza e il riscatto si scoprono e si "cuce" verso l'integrazione sociale. I materiali anch’essi tutti scelti da fornitori italiani, variano dal denim in cotone bio , al Lenzing TencelTM, al cardato rigenerato made in Prato per l’inverno.

Essere sostenibili nella moda oggi, significa non solo produrre in maniera etica e responsabile, ma anche pensare al futuro dei capi, al loro ciclo di vita e allo smaltimento…

Assolutamente si. Ho concepito il mio progetto per essere durevole lavorando sia dal punto di vista estetico, creando pezzi senza tempo che non seguono le tendenze, sia dal punto di vista della produzione utilizzando materiali di alta qualità in grado di mantenere le loro caratteristiche nel tempo. Con questo vorrei aumentare la consapevolezza sulla cura dei capi che abbiamo per farli arrivare a fine ciclo vita il più tardi possibile. In futuro intendo attuare un programma di recupero dei capi usati per poterli reinserire nel circolo upcycling o donando i materiali ad aziende che si occupano di riciclo dei tessuti.

Cosa presenti durante questa edizione del WSM?

Un look modulare genderless composto da una camicia, un pantalone e un capospalla over. Camicia e pantalone possono unirsi a creare una tuta con maniche lunghe o corte e con pantalone o bermuda, il capospalla anch’esso può essere scomposto e indossato in 4 modi diversi. Il tutto è combinabile in molteplici look. I capi sono realizzati in denim di cotone bio Candiani ecrù con una proposta di 5 varianti colore realizzate con pigmenti naturali Phillacolor utilizzando un processo di tintura a freddo a pennello, che risparmia notevolmente l’utilizzo di acqua e rende ogni capo unico.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Ho appena lanciato una campagna di Kickstarter con un modello da donna. In futuro vorrei aprire un canale di vendita diretto e iniziare a collaborare con i negozi in un modo nuovo che valorizzI l’importante ruolo che loro hanno nel far arrivare il prodotto al cliente e allo stesso tempo rendendoli parte di questo progetto innovativo e responsabile sia dal punto di vista della produzione, che della vendita e dell’acquisto.

 

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