Responsible Innovation 19 Giugno 2021

TIZIANO GUARDINI WSM

 

Visti i tuoi traguardi, che cosa è cambiato rispetto ai tuoi inizi?

Guardo ai traguardi e mi sorprendo come se non li avessi realizzati io, anche ieri mi è venuto in mente quando sono stato inviato ad esporre al V&A Museum insieme a Vegea. Davvero emozionante, ancora adesso mi viene ripensandoci di sgranare gli occhi dalla meraviglia! Quello che è cambiato è la consapevolezza e la conoscenza di questo mio percorso intrapreso e di quanto sia davvero importante vivere sempre di più in armonia con il nostro Pianeta e rispettandone le “leggi” che generano e preservano la Vita.

Noi viviamo su questo Pianeta, non su un altro e la domanda è lo stiamo ascoltando?

Il percorso sulla sostenibilità è iniziato da relativamente poco tempo e abbiamo ancora tanto da “riarmonizzare” e questo non è solo nella moda ma in molti altri settori, e quindi vedo ogni traguardo raggiunto come la possibilità per ognuno di poter sognare e di seppur duramente in alcuni momenti, di poter raggiungere quella visione. Inoltre vivere questa capacità creativa/sostenibile mi permette sia di ispirare un cambiamento, di continuare a collaborare con aziende e partner affinché sia sempre più concreto una conversione di alcuni prodotti e processi e poi essere me stesso.

Quali sono state le innovazioni sostenibili che ti hanno colpito di più nell’ultimo periodo e quali pensi di implementare nelle tue collezioni?

Il tema del Waste è della possibilità di considerarlo una risorsa mi interessa molto. Quando ho visitato la bellissima Mostra in Triennale Broken Nature in uno dei padiglioni c’era “la nazione delle Piante”. Era come trovarsi all’interno delle nazioni unite ma erano le piante che parlavano e ci chiedevano di imparare da loro.. Consideriamo che la natura non ha il concetto di Scarto (Waste), tutto quello che produce è una risorsa per qualcuno o per qualcos’altro, noi esseri umani invece lo abbiamo introdotto. In realtà in ogni aspetto anche sul tempo da perdere.. Quindi questa visione molto semplice ma spesso molto complicata da realizzare è quella sulle quali sto focalizzando il mio lavoro. Quindi sul riutilizzo di cose già prodotte, dandole una nuova vita.. considerandole una risorsa. Inoltre come innovazione di pensiero sulla moda, mi viene la percezione che potremmo vedere ad ogni pezzo comprato come un’opera d’arte, qualcosa che non perde valore in pochi mesi, anzi che ne acquista valore nel tempo. Così insieme all’illustratore Luigi Ciuffreda, abbiamo creato dei quadri che da tessuti d’archivio e poi trasformati in capi spalla. Ognuno ha un certificato di autenticità sulla produzione, sui materiali, su coloro che hanno contribuito a realizzarlo.. unico come ognuno di noi. Nell’ultima collezione mi viene in mente il lavoro di Manteco che crea nuovi tessuti da lana rigenerata ma con un processo nuovo che lavorando a monte sulla selezione dei colori non ritinge il tessuto, risparmiando acqua e sostanze chimiche. La circolarità è quello che il pianeta fa da sempre.. e noi?

Qual è stata la sfida più grande che hai dovuto affrontare nel tuo lavoro legato alla sostenibilità?

La sfida è in ogni aspetto, dal disegno alla scelta dei materiali, fino alle consegne. E’ un percorso molto impegnativo che ogni giorno mi “sfido” a migliorare.

La moda sostenibile potrà cambiare il mondo? Se sì, come?

La consapevolezza e la volontà di vivere (e felici) salverà il mondo. Questo deve essere in ogni aspetto della vita. Vuol dire che siamo un unica famiglia umana e che siamo tutti collegati. Riusciamo ad ascoltare e ad agire di conseguenza, rispetto alla natura, al prossimo dalla parte opposta del mondo che comunque è collegato in maniera più o meno diretta alle mie scelte? Un allenamento di pensiero e azione/abitudini costante ma secondo me è il più bello dei percorsi da fare.

Quali sono i tuoi prossimi progetti? Vuoi parlarcene?

Continuo a portare avanti la collezione “principale” più legata al mondo del pap con i valori di rispetto della vita degli animali, quindi cruelty free, circolare e trasparente. Manterrò dei pezzi speciali e l'idea di fare della Capsule collection dedicate. Lo scorso anno con la Biffi abbiamo presentato una limited edition con tessuti d'archivio fatta in esclusiva per loro. La famiglia Biffi ha sempre creduto nel mio lavoro e nella mia sensibilità, anche prima di aver vinto il Green Carpet o di essere esposto al V&A,  è sempre un piacere creare delle formule più speciali, più personali, credo che sia la maniera più bella di intendere il lavoro.. e chissà se ci sarà qualcos'altro a settembre..

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