Responsible Innovation 14 Gennaio 2021

YEKATERINA INTERVIEW

Lo stile di Yekaterina Yvankova in poche parole

"Uno stile casual con un forte accento sul capospalla, l’elemento con cui mi sento naturalmente più a mio agio. Un altro fattore distintivo è sicuramente l’upcycling, noi non produciamo infatti niente di nuovo ma utilizziamo e lavoriamo, cambiando cartamodello, che cosa è già stato prodotto. Nella nostra filosofia il riuso è sempre filtrato però attraverso un’estetica di un certo tipo: siamo un brand di moda e ci piace fare cose di tendenza"

La tua scala di valori

"Sicuramente recuperare materiale che viene considerato obsoleto e buttato nel cassonetto. Se oggi anche ci fermassimo, senza più produrre nulla, con tutto il materiale che è già stato prodotto possiamo tranquillamente vivere per i prossimi 100 anni. Dei campionari che vengono realizzati, per esempio, il 70% resta invenduto. Quindi il primo passo, per noi, è sicuramente quello di riaggionare, rinnovare e rendere fashion tutti questi pezzi. La sostenibilità è per noi il valore fondamentale, dalla a alla z, anche nel modo in cui lavoriamo.  La collezione scorsa abbiamo anche deciso di eliminare l’etichetta, uno dei pochi oggetti che dovevamo produrre"

La tua idea di eccellenza

"Far capire alla gente che qualsiasi pezzo vecchio, buttato e apparentemente non riutilizzabile può diventare un must. I miei pezzi, inoltre, sono tutti unici. Ogni pezzo ha una storia." 

Le stagioni non esistono più?

"Ancora prima di questo periodo difficile, avevamo già lavorato in questa direzione. Oggi come oggi gli armadi sono troppo pieni e personalmente non penso che nessuno di noi abbia la necessità di acquistare un cappotto ogni stagione. Dobbiamo imparare ad acquistare i prodotti quando ci servono."  

Cosa ti ha lasciato il 2021 e come ti approcci al 2021?

"Se chiudi gli occhi e rifletti, questo virus ci invita a cambiare il nostro stile di vita e il nostro modo di consumare. Ho chiamato questa collezione Open proprio perché vorrei che ci aprissimo e capissimo dove stiamo andando e cosa stiamo facendo. Ognuno lo deve fare nel proprio piccolo, nel settore di riferimento, per quel che può. Occorre sicuramente un cambiamento di pensiero, e questo può avvenire solo aprendo le porte delle testa e del cuore"

 

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