MAGAZINE 18 Giugno 2021

BAYRIA SS22

 

Com’è nata l’idea del brand? E come si è evoluta Bayria oggi?

Bayria Eyewear è nato nel 2018 grazie alla voglia di creare un prodotto originale, esteticamente bello, proveniente da studi di design ma che allo stesso tempo fosse di altissima qualità e funzionale. I miei 40 anni nel campo dell’occhialeria mi hanno permesso di studiare l’eyewear, osservando da vicino strategie di multinazionali e aziende di settore. Gli occhiali fanno parte della vita di ognuno di noi: definiscono il nostro volto e il nostro look, sono vettori della nostra personalità. Per tale motivo abbiamo cercato di produrre una linea che fosse immediatamente connotante ma allo stesso tempo, estremamente facile da indossare. 

C’è un fil- rouge nelle collezioni, dal punto di vista stilistico?

Le collezioni Bayria si ispirano all’arte, tout court. La prima collezione si ispira totalmente all’anima di Bari, a partire dal logo che riporta il disegno di mosaici stilizzati presenti nella Basilica di San Nicola, fino ai simboli della città presenti nei modelli.  Il modello Apulia infatti, è stato ideato guardando il teatro Petruzzelli dall’alto; il modello Varolum, con i suoi scavi geometrici sul frontale, rimanda agli intarsi del prospetto del Castello svevo di Bari. La nuova collezione, si rifà al rigore e alle geometrie dei palazzi del potere che sorgono sul lungomare di Bari. L’arte è stata fonte di ispirazione anche per la special edition che nel 2020 si è aggiudicata l’ambito premio Graziella Pagni per la categoria design: - To Lucio Fontana. E’ un modello reso unico e raffinato da incisioni nelle lastre. Proprio le incisioni, si ispirano all’arte di Fontana, nella quale la superficie stessa della tela, interrompendosi in rilievi e rientranze, entra in rapporto diretto con lo spazio e la luce reali. 

Come è cambiata la vostra idea di sostenibilità oggi rispetto agli inizi?

Oltre allo stile e all’innovazione, Bayria Eyewear ha come mission la sostenibilità: rispetto del territorio, dell’ambiente e soprattutto del patrimonio umano. L’acetato di cellulosa utilizzato è all’80% vergine, prodotto impiegando minore quantità di solventi e durevole nel tempo. Siamo costantemente alla ricerca di soluzioni che rendano le nostre produzioni sostenibili dal punto di vista ambientale, territoriale ed etico. Stiamo sperimentando l’applicazione di lenti sostenibili e con un basso impatto ambientale. Mazzucchelli 1849 ha messo a punto in esclusiva per Bayria Eyewear delle lastre dello spessore di 14 mm (solitamente le lastre sono di 6 mm) in bio-acetato, completamente biodegradabile e prodotte senza l’utilizzo di ftalati derivanti dal petrolio. La nuova collezione infatti sarà incentrata sullo stile senza precedenti ma sempre nel segno del basso impatto ambientale.

Qual è stata la sfida più grande che avete dovuto affrontare nel vostro lavoro legato alla sostenibilità?

Oltre alla ricerca sui materiali, affidiamo la realizzazione delle nostre creazioni a laboratori artigianali che applicano i dettami del lavoro etico. Le montature vengono prodotte in Italia in luoghi che garantiscono il rispetto del patrimonio umano e ambientale. Tutto questo costituisce per noi una sfida quotidiana: tempi più lunghi, costi più elevati. Ma il risultato ci ripaga di tutti gli sforzi che costantemente riponiamo nel nostro processo creativo.

Quali sono i vostri prossimi progetti? Vuoi parlarcene?

Crediamo molto nell’arte che porta all’arte. Siamo aperti alle collaborazioni per portare nel mondo dell’eyewear l’arte, il design e la musica. I nostri occhiali sono stati indossati da Colapesce e Dimartino, da Vhelade e dall’opera d’arte vivente inglese, Pandemonia. L’artista pop, con eccentricità e irriverenza, mostra quanto nella nostra società tutto sia basato sull’aspetto superficiale esteriore, mandandoci il messaggio che perfezione non significa necessariamente essere omologati alla massa. Insieme a Pandemonia stiamo pensando di lanciare una speciale capsule.

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