MAGAZINE 18 Giugno 2021

ECOALF SS22

 

Qual è la mission di Ecoalf, per rispondere a quali obiettivi è nato questo progetto?

Dal 2009, anno di fondazione di Ecoalf, Javier Goyeneche – presidente e fondatore del brand – ha voluto creare un brand realmente sostenibile e per lui esserlo veramente significava smettere di usare le risorse naturali incondizionatamente. In Ecoalf crediamo che riciclare sia la soluzione, se siamo in grado di creare una nuova generazione di prodotti riciclati con la stessa qualità e design dei migliori prodotti non riciclati.

Quali materiali riciclate, come li utilizzate e dove vengono prodotti i vostri capi?

Ricicliamo cotone, lana, PET, reti da pesca, pneumatici abbandonate per produrre accessori, capi spalla, sneakers. Abbiamo sviluppato oltre 450 materiali riciclando bottiglie di plastica recuperate dai fondali marini, nei fiumi, nylon riciclato…ora per la collezione PE22 abbiamo utilizzato materiali dal basso impatto ambientale come lino, tencel, canapa, materiali che risparmiano molta acqua, diminuiscono le emissioni di CO2, ad esempio produciamo cotone riciclato in Portogallo…e presto inizieremo a produrre in Italia con partner incredibili per avere una qualità incredibile!

Nel 2015 la fondazione Ecoalf ha intrapreso un progetto molto ambizioso: upcycling the oceans. Di cosa si tratta, quali sono i traguardi che avete raggiunto grazie a questa iniziativa? 

Upcycling the Oceans è un’avventura su scala mondiale che vuole rimuovere i rifiuti dai fondali marini grazie al prezioso aiuto dei pescatori di pesca a strascico. ll Mar mediterraneo è un bacino quasi chiuso dove le correnti fanno tornare sulle coste l'80% dei rifiuti di plastica con il risultato che per ogni chilometro di litorale se ne accumulano oltre 5 kg al giorno. Il mare nostrum ha soltanto l'1% delle acque mondiali, ma contiene il 7% della microplastica marina. Se non si interromperà lo sversamento dei rifiuti di plastica, entro il 2050 negli oceani ci saranno più plastiche che pesci.  Per questa ragione la Fondazione ECOALF sta cercando di replicare Upcycling the Oceans nel Mar Mediterraneo mettendo insieme un gruppo di pescatori per la salvaguardia dei nostri mari. Questo progetto ha tre obiettivi :

-       rimuovere la spazzatura che mette in serio pericolo l’ecosistema dei nostri mari

-       dare una seconda vita a questa spazzatura (economia circolare)

-       aumentare la consapevolezza fra la gente riguardo questo grave problema

In Spagna collaboriamo con 40 porti e più di 3.000 pescatori (raccogliamo più di 150 tonnellate di spazzatura l’anno), in Grecia con 16 porti, in Italia abbiamo iniziato nell’ottobre scorso a Civitavecchia con 16 pescherecci e siamo in procinto di espandere UTO anche a Gaeta e Formia.

Qual è il più importante obiettivo di Ecoalf per i prossimi anni?

Essendo Ecoalf una B-Corp, stiamo lavorando per diventare un brand NET ZERO entro il 2030.

Cosa presentate durante questa edizione del WSM?

 

Per la PE2022, Ecoalf conferma il proprio impegno per la salvaguardia degli oceani, a causa dell'innalzamento delle temperature i coralli stanno perdendo i loro meravigliosi colori. Le tinte della collezione PE22 vanno dall'arancione acceso, ai rosa pallidi per arrivare al bianco. I materiali utilizzati sono all'avanguardia della sostenibilità, vengono utilizzate materie a basso impatto ambientale quali lino, canapa e cotone riciclato per ridurre il consumo di acqua e le emissioni di CO2. La nostra collezione pone l’accento sulla perdita dei colori a causa dell’innalzamento delle temperature e ora è il momento per agire e per decidere se siamo il problema o se vogliamo far parte della soluzione di questo problema.

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