MAGAZINE 20 Gennaio 2021

SUSTAINABLE BRAND PLATFORM

Valutare la sostenibilità: Sustainable Brand Platform

Intervista ad Alex Albini

 Recentemente è nata Sustainable Brand Platform (SBP) nuova piattaforma che, tramite un algoritmo di propria creazione e tecnologia blockchain, offre una valutazione ambientale ed etica dei brand emergenti a livello internazionale, connettendoli con i buyer. L’obiettivo è creare una comunità internazionale di fashion brand e fornitori sostenibili in un’unica piattaforma. Ogni brand ha la sua pagina virtuale su SBP con tutte le informazioni e immagini riguardanti la sostenibilità e il suo rating (ottenuto grazie a un survey e certificati richiesti al brand). Ne parliamo con Alex Albini, founder di SBP.

Come è nata l'esigenza di valutare e misurare la sostenibilità dei brand?

[Alex Albini] Lavorando molto con i brand emergenti e indipendenti sia nelle nostre attività di direzione commerciale, sia nell’attività di showroom abbiamo sempre più avuto richiesta da parte del mercato (buyer e consumatori finali) di collezioni caratterizzate da contenuti di sostenibilità (sia legate al prodotto che all’attività del brand). Tuttavia abbiamo notato un grande gap tra ciò che è sostenibile e collezioni con contenuto di design. Per questo abbiamo iniziato a pensare a una piattaforma che possa supportare i brand emergenti, dal contenuto di design al comunicare il loro livello di sostenibilità. E’ da oltre un anno che stiamo cercando il modo di ridurre questa distanza. Il processo di ricerca ha avuto una grande spinta durante i mesi di lockdown e da quel momento abbiamo lanciato la prima versione dall’algoritmo, della piattaforma e implementato la tecnologia blockchain.

Quali consideri i benchmark di riferimento sul mercato sia b2b sia b2c?

Più che competitor, in questo momento è un benchmark di riferimento, e parlo di Good On You, la piattaforma australiana che valuta ad oggi oltre 2.000 brand. Tuttavia a differenza di Good On You, il nostro primo interlocutore è il buyer e i professionisti del settore, più che il consumatore finale. Inoltre noi consideriamo solo brand che vogliono essere inseriti sulla piattaforma. E’ pertanto più un percorso insieme che andiamo a fare con il brand, piuttosto che una mera valutazione dell’operato del brand. Inoltre la differenza maggiore con gli altri player presenti nel mercato consiste nella tecnologia blockchain, da noi applicata per tracciare tutte le informazioni forniteci dal brand e dai loro partner. Questo in un’ottica di trasparenza e tracciabilità informativa al fine che le informazioni non possano essere mai modificate o cancellate, ma solamente aggiornate.

Quali i brand che hanno aderito alla piattaforma?

Attualmente sono presenti una ventina di marchi di designer emergenti. Sono realtà che vengono da tutto il mondo tra cui: Les Petits Basics, brand francese di T-shirt; Bonchey, brand olandese/boliviano di borse; Eticlò, brand italiano di ready to wear. Abbiamo inoltre appena chiuso due importanti partnership internazionali tra cui quello con Moda Lisboa, che organizza la Fashion Week di Lisbona che garantirà nei prossimi mesi un forte impulso alla piattaforma con il caricamento di quasi un centinaio di brand nel prossimo trimestre.

Quali i feedback dei buyer?

I  buyer che hanno trovato il logo SBP meter nelle pagine dei brand all’interno degli showroom digitali lo hanno definito un ottimo strumento per completare la valutazione del brand in termini di sostenibilità in maniera rapida ed efficace. 

Tra i parametri è anche la comunicazione, come la vedi declinata sulla sostenibilità?

In termini comunicativi stiamo chiedendo ai brand di usare il logo SBP meter sulle loro pagine online (web, social channel) in modo che per loro sia un modo per comunicare la loro sostenibilità e per SBP un modo per accrescere la propria community e la propria visibilità. 

Come vedi l'evoluzione del mercato moda sostenibile oggi che finalmente se ne parla?

Come SBP, la nostra mission è riuscire a unire l’industria della moda e il mondo della sostenibilità. La sostenibilità deve divenire un pilastro della moda, senza che la moda debba rinunciare al suo contenuto creativo. Ciò avverrà solo quando i grandi creativi accetteranno la sfida e cercheranno di creare oltre ai limiti che la sostenibilità può mostrare loro oggi in termini di lavorazioni e materiali per costruire le collezioni.

Quali gli stereotipi da abbattere in questo settore?

Molte volte le collezioni definite sostenibili vengono definite come poco creative. Ci sono delle verità di fondo (prezzi più alti delle materie prime sostenibili e limiti in alcune lavorazioni). Ma i nuovi paletti sono quelli che permettono il cambiamento e il progresso. Pertanto si deve guardare con occhi diversi alle collezioni moda sostenibili e iniziare a pensare che la moda non può e non potrà prescindere dalla sostenibilità. Da essa deve trarre spunto per innovare e mutare, come ha sempre fatto nella sua storia.


https://sustainable.ideebrandplatform.com/

 

 

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